Bar, gelato e pasticcerie: con tecnologia Ciam si può

L'azienda guidata da Federico Malizia si conferma leader nelle forniture per il settore Ho.re.ca. e conquista nuovi mercati grazie al mix di manifattura e soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

La storia inizia nel 1977 in una bottega a Bastia Umbra (Perugia), dove Giuseppe Malizia rifornisce i banchi per le gastronomie locali. Da allora una crescita dirompente su scala globale, arredando

“Contract designer? Meglio Luxury Custom Creator”. Ama precisare i termini Denis Giovanelli, che con il figlio Enrico, progettista e marketing manager,

e pasticcerie, bar e gelaterie di tutto il mondo: oggi la Ciam, guidata da Federico Malizia, è una realtà solida che sviluppa oltre mille commesse all’anno per i big del food mondiale.

 

«Abbiamo clienti come Illy o McDonald’s, Autogrill, addirittura Pranda con le pasticcerie Marchesi – afferma l’amministratore delegato Federico Malizia – ma non abbiamo smarrito la nostra anima artigianale».

Federico ha raccolto l’eredità paterna, valorizzando ulteriormente il concept aziendale che vede andare di pari passo manifattura e tecnologia nella produzione dei semilavorati. Strutture componibili per arredare gli store delle multinazionali o i piccoli negozi delle piccole imprese, ad ognuno la sua soluzione: unica, personalizzata e innovativa.

Ci sono due tipologie di commessa firmata Ciam: standard e speciale. Nella prima categoria rientrano gli ordini senza modifiche di un catalogo ricchissimo di soluzioni per gli operatori del settore. «Nell’altra sono architetti o studi di architettura che ci contattano per sviluppare progetti in partnership. A questo punto entra in gioco la nostra competenza tecnica per capire le loro necessità e dove si possono apportare modifiche per soddisfarle valorizzando lo store ed i suoi prodotti esposti».

Nel corso degli anni, la Ciam ha saputo riposizionarsi con intelligenza, caparbietà e bravura nell’universo della ristorazione, strizzando l’occhio ad una precisa gamma di destinatari. «Al momento opportuno ci siamo tirati fuori dalla mischia dei clienti finali – spiega Malizia – abbiamo scelto di puntare sulla fornitura non diretta ampliando il ventaglio in base alle diverse esigenze del mercato. Questo ha comportato per noi una maggiore flessibilità, ma anche un impegno ancora più costante nel mantenere alto il livello della qualità. Il mercato cambia velocemente, è sempre più frenetico ed è fondamentale stare al passo con i tempi rapidi dei committenti».

Infatti offrire un prodotto unico, significa anche occuparsi dei vari passaggi in prima battuta. Quindi lavorazione dell’acciaio, del legno, attività di taglio, saldatura, piegatura, assemblaggio, falegnameria, verniciatura. Così le aziende del gruppo – Comar (moduli coibentati inox), Gebar (arredo bar componibile) e Mabo (vetrine professionali per gelateria e pasticceria) – sono state unite nel nuovissimo e ultratecnologico stabilimento di Petrignano di Assisi, oggi il cuore pulsante dell’azienda con i suoi 23.000 metri quadrati di estensione.

Come dire: contro la crisi la miglior difesa è l’attacco. Ed è proprio investendo che la Ciam si è lanciata alla conquista di nuovi spazi commerciali, dapprima consolidando la leadership a livello nazionale, quindi esportando ad ampio raggio, dall’America all’Australia.

E lo ha fatto attraverso passaggi graduali e una crescita costante degli introiti. «Ora il nostro obiettivo, oltre a quello dell’incremento di fatturato, è garantire un buon margine operativo per incrementare gli investimenti nell’area tecnica e commerciale». Lo stesso che ha permesso di assumere moltissimi giovani, pescando anche dagli istituti tecnici della zona e di investire sulla risorsa umana: ad oggi si contano oltre 100 dipendenti.

La linea verde paga, e si vede anche sfogliando il catalogo. La componentistica per gli arredi conta di prodotti capaci di soddisfare le esigenze più disparate, in modo fresco e raffinato. Prendiamo le ultime novità, ad esempio, come Murozero o Move16. Il primo è un armadio refrigerato con delle finiture che entrano fin dentro la struttura stessa dando l’impressione che ospiti delle nicchie refrigerate. Il secondo è una vetrina refrigerata con alzata in vetro trasparente e senza alcun montante. Si tratta di prodotti ideati per clienti che curano l’immagine almeno quanto la qualità del prodotto. E lo fanno con grande successo se pensiamo che persino la milanese pasticceria Marchesi (gruppo Prada) ha inserito la tecnologia Ciam nei propri punti vendita.

Dall’anno scorso è stata lanciata anche una linea di prodotti pensata appositamente per il food di grande qualità, sia per privati che per il settore ospitalità di lusso.

Il compito è stato affidato alla start-up “Nomastar” – fondata dalla stessa Ciam – che si occupa di mobile-gourmet. Mediante tecnologie innovative ed appositi brevetti a tutela del design, sono arrivati elementi di arredo rivoluzionari: è il caso della lampada Isolabella o della “gioielleria”Isolabella , pensati per e portare un tocco di classe nei salotti del Belpaese. Confermando che nel settore del food gli italiani non sono secondi a nessuno. «E questa consapevolezza deve essere la nostra forza», parola di chi ha dato un senso allo slogan trasformandolo in realtà.

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Redazione

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