Cambia lo statuto di Intesa Sanpaolo

Dopo quasi dieci anni di sistema dualistico, basato sulla presenza di due organi collegiali, gli azionisti di Intesa Sanpaolo hanno deciso di cambiare rotta. Uno dei principali gruppi bancari del nostro Paese sarà d’ora in avanti gestito da un solo consiglio di amministrazione, che verrà rinnovato in occasione della prossima assemblea di bilancio. I componenti dovrebbero essere al massimo diciannove.

La soddisfazione per questa scelta è stata unanime, visto che il sì è arrivato dal 98,95% dei votanti, riuniti nel centro direzionale di Torino. Tra i presenti, i fondi esteri, che tra investitori istituzionali internazionali e fondazioni rappresentavano all’appuntamento quasi i due terzi del capitale.

Il presidente del consiglio di sorveglianza (ora ex) Giovanni Bazoli, ha brindato come gli altri al successo del futuro nuovo assetto: “È in linea con le migliori pratiche internazionali e potrà favorire la presenza di rappresentanti di investitori istituzionali nel board nella banca”.

Tuttavia, al di là del nuovo metodo scelto, ha tenuto a precisare una questione di “sostanza”: “Nessuna regola, nessuna disposizione statutaria basterà da sola a garantire il successo del modello monistico: l’esito dipenderà soprattutto, e lo dico con forza e come monito, dal livello professionale e dall’integrità morale degli amministratori che saranno scelti”.

Per il sistema bancario italiano, il sistema monistico è una novità assoluta, mentre nei paesi anglosassoni questo tipo di gestione con un solo Cda è uno dei modelli più seguiti.

Redazione

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