2045, il sogno dell’immortalità si avvera

Una profezia o un ipotesi scientifica? In questa intervista video Ray Kurzweil, direttore del reparto Engineering di Google si sbilancia ancora una volta sulle sorti future della razza umana.

Qualche tempo fa aveva avanzato l’idea che nel 2030 il cervello umano avrebbe subito una rivoluzione: nanobot nel sangue, cervelli sempre più connessi a tecnologie informatiche, ibridi artificiali al posto di cervelli solo analogici.

In questo caso si spinge ancora più in là, affermando che nel 2045 il nostro intero corpo biologico sarà indistinguibile dalla realtà artificiale, in quanto le tecnologie permetteranno una integrazione totale (virtual body). Tutto ciò, secondo l’informatico e il futurologo statunitense, autore del best seller How to create a mind, apre le possibilità a un prolungamento della nostra vita sulla terra, oltre i limiti umani.

Redazione

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