L’High Line di Milano

Un po’ Barcellona, un po’ New York. Sicuramente ancora più moderna e funzionale. Milano, dopo il successo indiscutibile dell’Expo, punta sulla riqualificazione in grande stile delle periferie, che se collegate bene con i mezzi di trasporto e appetibili per una serie di luoghi di aggregazione e svago, si trasformano e sono percepite meno come “periferie” della metropoli.

Nell’area del Portello, l’ex Fiera di Milano, sorgerà infatti (anche se non in tempi brevi) un polo multifunzionale, attrezzato per uffici e tempo libero. Tra le altre cose, si prevede la realizzazione di un chilometro di passeggiata rigorosamente “green”, a ben sette metri di altezza. A qualcuno potrà ricordare New York, nel Meatpacking District.

Dopo il sì della Fondazione Fiera Milano, la società Vitali SpA dovrebbe occuparsi dell’intero piano di riqualificazione, che durerà diversi anni, visto che l’area interessata è di oltre 15mila metri quadrati. In un primo momento nella zona doveva sorgere il nuovo stadio del Milan, ma il progetto è poi definitivamente naufragato.

Il nuovo accordo include un canone che dovrà essere pagato dalla società per la concessione dei padiglioni 1 e 2 del Portello. La cifra si aggira intorno a 1,5 milioni di euro per il biennio 2016-2017, e 3 milioni dal 2018.

Il progetto, quantomeno ambizioso e unico nel suo genere in Italia, rappresenta una nuova sfida per la capitale lombarda, che vedrebbe sorgere nei prossimi anni due veri e propri quartieri nel segno dell’innovazione: il primo, come annunciato dal governo, nell’area dell’Expo e dedicato alla ricerca scientifica e tecnologica; il secondo, nella zona del Portello e più orientato alla fruizione dei cittadini nel tempo libero.

Mentre Milano insegue una visione moderna e funzionale di “città metropolitana”, Roma sembra ancora alle prese con vecchi e mai risolti problemi. Uno scatto in avanti è necessario anche per la capitale d’Italia.

Redazione

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