La prima baita anti zombie

Una volta andavano di moda i bunker per difendersi e sopravvivere a una guerra nucleare, oggi siamo passati alle case impenetrabili agli zombie. Sì, avete capito bene. E non si tratta di case ‘normali’, ma di baite di montagna. Del resto, se si ama l’alta quota, mica ci si potrà far scoraggiare dalla possibilità che, come in ‘The Walking Dead’, i morti – non morti arrivino a bussare alla porta.

A produrre le prime baite al mondo di questo tipo, chiamate ‘Zombie Fortification Cabin’ (Zfc-1), è un’azienda inglese. Che si è ispirata al telefilm, ma soprattutto alla letteratura che vuole i film dell’orrore ambientati spesso in montagna, in luoghi isolati. Dunque, come è difesa questa casa a prova di apocalisse?

E’ circondata da filo spinato e ha botole di fuga. C’è un magazzino per le armi (ammesso che si sappia come ucciderli, gli zombie) e una terrazza da cui poter osservare a distanza l’avanzata inesorabile degli zombie. Potete anche pensare, però, a una terrazza panoramica per godervi lo spazio intorno alla casa, se non credete ai morti viventi. I tetti sono squadrati e anch’essi circondati da filo spinato, per evitare che gli zombie possano arrampicarsi.

Non si è trascurato nulla, a parte forse l’estetica. La baita è divisa in tre sezioni, ciascuna indipendente, collegate con doppie porte. Così, anche se uno zombie dovesse riuscire a superare tutte le altre protezioni, potrebbe venire imprigionato in una singola area della casa. Siccome, teoricamente, l’attacco potrebbe durare anche per sempre, la Zfc-1 è dotata pure di sistemi per sopravvivere nel lungo periodo: c’è un orto dove coltivare verdure, il gruppo di continuità e un salotto dotato di sistema surround.

Tutto questo lusso costa, più di 100 mila euro, senza considerare terreno e assemblaggio. Ma la casa di produzione si è fatta così tanta pubblicità che, di sicuro, ora riuscirà a vendere molte più baite tradizionali. E forse lo scopo era proprio questo, alla fine.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.