Gli insaccati non sono come il fumo

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Il consumo di cinquanta grammi di carne rossa al giorno, quantificabile ad esempio in poco meno di due fettine di pancetta, aumenterebbe del 18% il rischio di contrarre in futuro il cancro al pancreas. E’ quanto ha stabilito l’ultimo studio dell’Organizzazione Mondiale sulla Sanità e pubblicato nei giorni scorsi dai mass media nazionali e internazionali.

In particolare, a finire sotto accusa, sarebbero insaccati e carni lavorate come per esempio salsicce e wurstel. Il professor Bernard Steward, oncologo che ha collaborato alla stesura di questo documento, tuttavia getta acqua sul fuoco e avverte: “Mangiare carne rossa può effettivamente aumentare il rischio di sviluppare il cancro, ma sarebbe sbagliato equiparare gli insaccati ai classici agenti tumorali come ad esempio il fumo”.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.